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Il blog dei Giovani del PD di Mantova
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27 febbraio 2013

LE PRIME FIRME AL NOSTRO APPELLO...

Beatrice Benaglia, Davide Raja, Francesco Rossi, Rachele Bertelli, Caterina Santachiara, Andrea Civa, Francesco Saviola, Davide Ferrari, Silvio Perteghella, Francesca Turrina, Giovanna Martelli, Antonella Forattini, Gilberto Quiri, Vanni Marchetti, Francesco Negrini, Ezio Zani, Francesca Lamberti Zanardi, Guardini Alberto, Caleffi Rolando, Benaglia Claudio, Edoardo Maestri, Antonio Benina, Mauro Bartolucci, Martina pellegrino, Lucia Zanichelli, Sabrina Bottardi .Sara Viscusi, Elga Gazzoli, Renzo Gazzoli, Gianni Semeghini, Mara Aldrovandi, Alberto Lui, Alberto Montani, Sara Maretti, Clelia Siss, Luciano Mora,Maria Grazia Gemelli, Davide Teresi, Dimitri Melli, Manuela Benassi, Annibale Agosti, Paola Sassi, Ivo Trevisi, Antonio Giardino, Lucia Dina Sassi, Roberto Caramaschi     


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27 febbraio 2013

BOZZA DI DOCUMENTO WELFARE

Questa e' una bozza di documento dalla quale far partire una discussione in appositi incontri e sul web, aspettiamo i vostri commenti o integrazioni:



La situazione di grave crisi economica ha messo in evidenza il limite culturale del centrodestra italiano nel Governo di Stato e Regione. I progressivi tagli al sociale testimoniano la loro idea di fondo, quella di tagliare lo Stato sociale  considerando il welfare come uno spreco di risorse, riflettendo una teoria politica secondo cui è utile ridurre al minimo l'impegno dello Stato, e lasciare più spazio al libero mercato dei servizi, emarginando i cittadini più bisognosi. Noi crediamo invece che uno Stato con un'adeguato sistema di welfare debba lavorare per permettere a tutti di avere la stessa base di partenza. Condanniamo quindi i progressivi tagli al Fondo nazionale per le politiche sociali e i continui tentativi di tagliare fondi alla disabilità e agli insegnanti di sostegno nelle scuole. A fronte di questa situazione il tutto è stato assorbito dai Comuni e dalle associazioni. La scelta politica che hanno fatto molti Comuni è stata quella di investire il proprio denaro per coprire i buchi dello Stato e della Regione. 
Manca da parte del Governo la visione del Paese in cui vogliamo vivere, dei cittadini che vogliamo essere, delle garanzie alla persona che vogliamo avere. Tutto è lasciato alla intraprendenza dei singoli Enti e la mancanza di fondi porta alla anche mancanza di personale qualificato per far fronte alle emergenze sociali che non solo solo quelle che fanno capo ad indigenza economica. In questo tempo malato molti giovani e molti bambini nelle scuole soffrono di mali psicologici che hanno a che fare col ruolo dell'individuo nella società frenetica e consumista odierna. C'è una sorta di paradosso del welfare in Italia: se si sta meglio si finanzia il welfare, se si sta peggio si taglia lo Stato Sociale!
A livello regionale abbiamo proposto un cambio di rotta: chiediamo un contributo per l'affitto e mutui agevolati per tutte le coppie che acquistano la prima casa, non solo per quelle sposate come accade oggi. Nelle politiche di welfare per le famiglie sentiamo forte il bisogno di continuare le esperienze positive fatte anche dalla nostra provincia in materia di conciliazione dei tempi di lavoro, ed in più vogliamo approfondire il tema della condivisione delle responsabilità tra uomo e donna nella gestione della famiglia. Ci è utile prendere ad esempio le buone prassi dei Paesi del Nord Europa, in cui è obbligatorio il congedo parentale per i padri. Altro punto per noi fondamentale è eliminare la norma che permette di firmare le dimissioni in bianco, già cassata dal governo Prodi e ripristinata da Sacconi durante il governo Berlusconi.

Questa è la prima bozza di discussione sui punti che vorremmo sviluppare nel nostro percorso dedicato al welfare.


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26 gennaio 2013

Firma l'appello P(U)OI e partecipa attivamente!

 Logo P(u)oi

Ai nostri iscritti e militanti,

 

noi Giovani Democratici di Mantova, alla luce dello scollamento attuale della Politica e della sua classe dirigente dal Paese , abbiamo provato a sintetizzare la nostra proposta di promozione del Partito in un appello che vi chiediamo di sottoscrivere e diffondere.

 

Vogliamo dare un contributo costruttivo in vista delle elezioni che vogliamo vincere.

Per una campagna elettorale più moderna e partecipata abbiamo pensato ad un’intervista ai tre candidati al Consiglio regionale che diffonderemo in rete e ad un’iniziativa sul welfare nella quale discuteremo di ‘condivisione delle responsabilità’ e ‘conciliazione dei tempi di lavoro’.

A seguire, un percorso su ‘identità’, ‘etica e responsabilità’ che parte dalle più profonde motivazioni che ci spingono a fare Politica al loro concretizzarsi.

 

Vi prego in inviare eventuali adesioni al nostro documento alla mia e-mali bealeo@hotmail.it

Potete rimanere aggiornati sulle nostre iniziative anche seguendoci sulla nostra pagina face book e sul nostro blog giovanidemocraticimantova.ilcannocchiale.it






CAMPAGNA DI PARTECIPAZIONE “P(U)OI”

Una politica diversa per portare all’interno del PD

le istanze di  cittadini e militanti

 

 

La campagna di partecipazione “P(U)OI”  nasce con l’obiettivo di portare all’interno del Partito le istanze di tanti cittadini e militanti che faticano a riconoscersi in una classe dirigente che ha in gran parte perso la propria capacità di discutere di idee, di fare sintesi sui temi e di essere all’altezza delle sfide che si vanno affrontando di giorno in giorno.

 

Rifiutiamo l’idea che il dibattito possa essere totalmente appiattito sulla distribuzione di incarichi o sullagestione degli equilibri interni, e vogliamo quindi cercare di elevare la discussione, consapevoli che a noi è consentito di muoverci più liberamente, non avendo sulle spalle il peso della gestione di un Partito così difficile, ma altrettanto consapevoli che è proprio del modus operandi viziato di questi giorni, l’anteporre le esigenze particolari a quelle della collettività. Organizzeremo nei mesi che ci separano dalle elezioni regionali e dalla fase congressuale alcune iniziative nelle quali proveremo ad applicare un modo di procedere diverso da quello usuale; saremo più attenti a coinvolgere chi ci guarda con diffidenza, chi sta fuori dal Partito, perché sentiamo un grande bisogno di allargare la platea di persone alle quali riusciamo a parlare.

 

Molto spesso le idee di tanti di noi sono parse come caratterizzate dall’ingenuità dei nostri anni (nonostante il nostro lavoro e il nostro impegno siano ormai una costante nella vita del Partito) ma forse l’errore è proprio questo, quello di essere convinti che la politica di oggi funzioni esattamente come quella degli anni passati. Non è così! Il momento storico è diverso, le appartenenze passate sono andate attenuandosi e i cittadini si aspettano di avere davanti a loro una classe dirigente consapevole e competente, che sia il meglio di ciò che si può offrire. La rappresentanza territoriale, di genere, di sensibilità e il rinnovamento anagrafico non sono criteri di selezione sufficienti per la classe dirigente di un Partito come il nostro; è forse impopolare dirlo ma non possiamo nasconderci che in questi anni, utilizzando unicamente questi indicatori, abbiamo spesso selezionato dirigenti che non hanno sviluppato una grande qualità di Governo del territorio.

 

Dobbiamo recuperare la dimensione del reale e allinearci col Paese che attende da noi delle risposte, rilanciando il ruolo della Politica come motore positivo della società.

 

Non possiamo pensare che le primarie, che abbiamo celebrato nelle settimane passate, siano la panacea di tutti i mali. Ci consegnano un Partito più vicino a quello reale (forse, ma lontano da quello immaginato alla sua nascita...e all’occhio attento non saranno  sfuggite  l’età media dei nostri elettori  la loro voglia di rompere gli schemi che li ha portati, in molti casi, a riporre la loro fiducia in un giovane o in una donna senza nemmeno entrare nel merito delle candidature, non rendendo giustizia a percorsi personali spesso di grande pregio. Sarebbe sbagliato cassare l’esperienza primarie con un “erano d’obbligo”, perché la grande partecipazione che abbiamoriscontrato segna un’importante inversione di rotta rispetto all’astensionismo dei mesi passati, ma non possiamo delegare ad altri il nostro ruolo di guida. Dobbiamo perfezionare lo strumento e farne un uso intelligente, pena la perdita del suo significato.

 

Capiamo  le dinamiche del Partito e siamo consapevoli delle diversità che lo compongono; ognuno di noi deve potersi sentire a casa propria nel Partito Democratico e quindi libero di contribuire alla formazione di un’offerta di qualità dalla prospettiva che ritiene a sé più vicina; vogliamo però raccogliere attorno ad alcune istanze condivise tutti coloro che , giovani e meno giovani, vogliono contribuire al bene del nostro Partito dall’interno, senza delineare divisioni e distribuire colpe, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

 

A questo proposito, la prima fase della nostra campagna sarà volta  a far conoscere i candidati alle elezioni regionali sotto una luce diversa; utilizzeremo quindi strumenti e modi di rapportarci agli elettori differenti da quelli utilizzati comunemente e proveremo a produrre materiali da diffondere in rete che ci consentano di fornire ai cittadini delle risposte puntuali a questioni “calde” del nostro territorio.

 

 

 

23 novembre 2012

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il prossimo 25 novembre si celebrerà la giornata internazionale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne.

Nell'introduzione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull' eliminazione della violenza contro le donnedel 1993, all'art.1, si descrive la violenza contro le donne come «Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata».

La violenza domestica è la prima causa di morte nel nostro Paese, e qui le vittime sono donne nel 70% dei casi. Secondo l'Istat una italiana su tre subisce molestie fisiche o sessuali nel corso della vita, il 5% è vittima di stupri o tentati stupri. Qualche mese fa l’Onu ha formalmente richiamato l’Italia perché si impegni a risolvere questo problema. Il quadro che infatti possiamo tracciare è desolante. Dalle parole di Rashida Manjoo (Special Rapporteurdelle Nazioni Unite per il contrasto della violenza sulle donne, ex commissario parlamentare della Commissione sulla parità di genere in Sud Africa, docente Dipartimento di Diritto Pubblico dell’Università di Città del Capo) :  “ in un un contesto sociale patriarcale, dove la violenza domestica non viene sempre percepita come un crimine», dice, «persiste la percezione che le risposte dello stato non siano appropriate e sufficienti».

Deve essere comune l’esigenza di un’inversione di rotta, prima di tutto culturale; dobbiamo  rimuovere quegli ostacoli che incidono sull’occupazione femminile, quelli che permettono la disparità retributiva. Necessitiamo di sistema rafforzato di previdenza sociale e  di una singola struttura governativa dedicata a trattare esclusivamente la questione della parità e della violenza: un ministero specifico e non una seconda “carica” ! Questi primi passi non ci assicureranno un cambiamento repentino della realtà, ma avremo dato prova di prendere in seria considerazione il problema e soprattutto di aver cominciato a dare allo stesso un nome!

Intanto, per quanto è nella nostra possibilità fare, abbiamo deciso di proporre ai nostri iscritti un dossier sul tema, composto da contributi di esperti, un video, alcuni articoli di cronaca ed un volantino da utilizzare nella giornata del 25, perché, come per altri fenomeni, spesso la chiave è “parlarne” e spetta anche a noi ,che sogniamo un futuro diverso, farlo!

Giovani Democratici Mantova

 

 



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16 novembre 2012

Omofobia e trans fobia: il nostro comunicato stampa

Pdl, Lega e Udc hanno votato contro in Commissione Giustizia alla camera il testo base per una nuova legge contro l’omofobia e la trans fobia,  adotatto con i voti di Pd e Idv. Proprio oggi il governo francese approva il testo di legge sui matrimoni gay, la Corte Costituzionale spagnola dà il via libera definitivo alla legge con cui si sono spostate 23mila coppie omosessuali in Spagna, in America si vincono, con ampia maggioranza popolare, ben tre referendum a favore dei matrimoni gay. Sosteniamo la battaglia del Partito Democratico che ripresenterà in Aula il testo. Lì vedremo se, di fronte ai grandi cambiamenti ai quali stiamo assistendo in tutto il mondo occidentale, la destra italiana avrà il coraggio di ripresentarsi come forza oscurantista e omofoba. Nel frattempo continuano a verificarsi aggressioni omofobe e i Giovani Democratici continuano a battersi perché dalle parole si passi a fatti concreti! E' arrivato il momento di usare tutti gli strumenti possibili per isolare e respingere questi episodi intollerabili che stanno rendendo impossibile la vita di tante persone. A quanti altri pestaggi dobbiamo assistere prima che questo Paese faccia un decisivo salto in avanti sul fronte dei diritti civili?


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5 agosto 2012

UNIVERSITA' 4.0: l'assenza di decisione

           

Abbiamo appreso nei giorni scorsi la decisione del consiglio di amministrazione della fondazione università di Mantova, della proroga del contratto del segretario generale; non vogliamo entrare nel merito della decisione, alla quale, a parer nostro, si sarebbe dovuta dare comunque maggiore dignità, perché abbiamo già provato che cosa significhi affrontare i problemi in ritardo, ma riteniamo fondamentale ribadire alcune posizioni. Il tempo  della “transizione”, perché così sembra essere quello che ci separa dal 31 dicembre, è un tempo che non ci possiamo permettere; era Maggio quando la questione del polo mantovano aveva posto fisso sulla prima pagina dei quotidiani locali e, al netto delle interpretazioni delle parti, unanime era la sensazione che la situazione fosse sfuggita di mano; in questi mesi quasi nulla è cambiato (se non fosse per la certezza di aver perso ingegneria!), cosa ci autorizza a prendere tempo oggi senza formulare proposte sul futuro? Si corre il rischio di arrivare a Gennaio, tempo del “rinnovamento”,senza idee , senza progetti e senza futuro. L’immagine dell’ università di Mantova aveva bisogno di rinnovarsi , di dimostrarsi  in  discontinuità rispetto ai mesi passati, per essere ancora attrattiva, ma questo passaggio non è avvenuto. Non cadiamo nella tentazione di ricostruire sulle fondamenta del passato, perché il nostro progetto sarà fallimentare. Non sarà credibile una classe dirigente che, dopo averci guidati sino a questo punto, seguendo un disegno più o meno condivisile, ma a posteriori chiaro, pretenderà di dettare una linea diversa senza rinnovarsi.


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3 agosto 2012

DOCUMENTO SUI DIRITTI CIVILI

           

Inviamo la nostra posizione ai membri dell’ Assemblea Provinciale e ai segretari di circolo in merito a quanto avvenuto nella recente Assemblea Nazionale.

 

Durante L’Assemblea Nazionale del 14 Luglio il PD ha discusso il tema dei diritti civili. Purtroppo la presidente Bindi, che pure ha coordinato il comitato che ha elaborato il testo presentato in Assemblea, ha gestito la questione con una modalità che a noi è parsa non in linea con lo spirito che ha guidato la fase preparatoria dell’assemblea, arrivando a non comunicare preventivamente l’Ordine del Giorno ai delegati e a presentare come “integrazione” il documento elaborato tra gli altri da Pollastrini e Cuperlo che hanno firmato più di 200 delegati e dirigenti del Partito tra cui anche i Giovani Democratici. Quest’ultimo elemento ha fatto scoppiare le polemiche: dopo giorni estenuanti di trattative infatti si era concordato che entrambi i documenti venissero assunti con pari dignità e che si trovasse una proposta di legge condivisa da presentare in Direzione. Avendo fatto saltare il tavolo all’ultimo minuto, la presidente ha invece messo in votazione solamente il documento del comitato diritti, impedendo anche di votare i due ODG di Concia e Scalfarotto sui matrimoni gay, dato che la linea politica era già stata decisa. Per queste motivazioni assieme ad altri dirigenti del partito la nostra rappresentante in Assemblea Nazionale ha votato contro.

Quel documento va sicuramente rivisto perché riconosce diritti alle “formazioni sociali” che non si sono unite in matrimonio non paragonabili ai diritti e doveri delle famiglie, senza essere esplicito in merito alla proposta. La questione non riguarda solamente le coppie omosessuali ma tutte le diverse convivenze diverse dal matrimonio. Nel documento alternativo si inseriscono altri elementi essenziali: testamento biologico, ricerca scientifica, diritti delle donne.

Dopo le dichiarazioni del Segretario Bersani non c’è dubbio che il PD si impegnerà nella costruzione di una proposta di legge per le unioni civili ma episodi come questo mettono in difficoltà soprattutto i militanti, perché emerge un partito diviso e litigioso quando invece con una gestione diversa sarebbe emerso totalmente l’elemento politico che ci contraddistingue: siamo infatti l’unico partito che discute dei problemi dei cittadini del nostro Paese.

La posizione a questo punto della giovanile è emersa in maniera molto chiara durante questi anni di attività ed in particolare nell’ultimo congresso, in cui entrambe le tesi congressuali avevano come punto focale il tema dei diritti civili. I giovani democratici chiedono: una legge che disciplini i diritti e i doveri delle coppie composte da persone dello stesso sesso, con un istituto giuridico analogo nelle tutele e negli obblighi agli altri istituti, in linea con la sentenza numero 138/2010 della Corte Costituzionale e il contrasto di ogni forma di violenza nei confronti delle persone lgbt attraverso l’estensione della legge Mancino per i crimini d’odio anche all’orientamento sessuale. 

Pochi punti chiari ma indispensabili se vogliamo riportare uno dei paesi fondatori dell’Unione europea nell’alveo delle democrazie avanzate.

In linea con quanto scritto sopra, i Giovani Democratici di Mantova, nelle persone che li rappresentano all’interno dell’Assemblea Provinciale, hanno votato a favore del documento presentato da Francesco Negrini, così come modificato in sede di Assemblea, che lontano dal voler stravolgere la linea costruita nei mesi scorsi dal Partito, sembra invece meglio inserirsi nella stessa.

Abbiamo ritenuto di fare questa scelta perché riteniamo che i temi che sono stati oggetto di questa discussione debbano essere affrontati in direzione nazionale con la dignità che gli stessi meritano e all’intero di un contesto che si è faticosamente costruito in questi mesi, ma che non possiamo permetterci di smentire.

 

Giovani Democratici Mantova


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6 giugno 2012

UNIVERSITA 3.0: la nostra lettera, il nostro punto di vista

 Vogliamo  intervenire nel dibattito relativo al rapporto tra la fondazione università di Mantova e l’università di Pavia. Con il recesso, più o meno formale e più o meno voluto, del quale Pavia ha preso atto,e la conseguente perdita della facoltà di ingegneria è indubbio che l’offerta formativa del polo mantovano sia notevolmente ridimensionata. Ora, sapendo che per il prossimo  anno almeno ,nessuna università potrà sostituire il vuoto che si è venuto a creare, ci chiediamo : quale futuro possiamo immaginare per il nostro polo universitario? L’attuale offerta formativa corrisponde alle esigenze del nostro territorio? Sono individuabili delle responsabilità nella rottura di questo rapporto? A queste domande è difficile dare un risposta univoca e condivisa, e probabilmente non spetta a noi rispondere, ma sentiamo il dovere di chiedere ai soci fondatori della fondazione di riunirsi per immaginare un nuovo percorso fortemente condiviso, sul quale costruire il futuro dell’università.  In questa sede ci limitiamo a presentare alcune osservazioni che speriamo possano guidare il dibattito dei prossimi mesi. Se la fondazione nasce con l’idea di essere fortemente legata al territorio , siamo sicuri che puntare tutto sulla facoltà di architettura ( che tra l’altro a Mantova formalmente non compare ) sia una scelta strategica? Il territorio mantovano è saturo di architetti e attualmente incapace di offrire impiego a queste figure, è evidente quindi che il legame col territorio va scemando; o  la fondazione si pone come obiettivo quello di offrire un tipo di insegnamento fortemente caratterizzato , capace di attrarre l’attenzione di studenti di altre province e di rispondere ad esigenze più ampie rispetto a quelle della nostra zona ,rinunciando  quindi ad un legame stretto col territorio, o la scelta di architettura diventa difficilmente giustificabile. Questa osservazione non mette in dubbio la qualità dell’insegnamento, ma vuole sottolineare il conflitto tra la vocazione dell’università e le scelte strategiche! Sappiamo che non possiamo parlare propriamente di università ma di fondazione, nella quale ognuno dei soci fondatori nomina i propri membri all’interno del consiglio di amministrazione. Allora, almeno per il futuro, assicuriamoci che gli enti chiedano periodiche relazioni ai membri da loro nominati ; siamo consapevoli che non è un obbligo, ma vi deve essere un dovere almeno morale di correttezza. Correre ai ripari a scelte fatte, pur essendo apprezzabile, come nel caso della determinazione  del  Presidente Pastacci  in questa fase, è difficile, e abbiamo visto, talvolta impossibile. Auspicabile è invece la condivisione dei progetti e delle scelte strategiche tra tutti i soci, al fine di assicurare un futuro chiaro all’università e la credibilità della fondazione stessa. Se riteniamo centrale la  presenza di un polo  universitario a Mantova, e così pare dalle generose elargizioni dei soci, tra i quali è giusto ricordare, compaiono Provincia e Comune di Mantova, è necessario riempire di contenuti i progetti e fare in modo che questi vengano portati a termine a dovere; diversamente il contributo di questi enti risulterebbe difficilmente sostenibile agli occhi dei contribuenti. Ed infine , se siamo tutti convinti che ci sia la necessità di  un percorso nuovo, così come accade in politica, abbiamo bisogno di persone nuove, che meglio rappresentino le nuove istanze, altrimenti non saremo credibili.
Giovani Democratici Mantova


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23 maggio 2012

Universita 2.0 : il nostro comunicato stampa

I Giovani Democratici di Mantova sono allineati con il movimento apartitico degli studenti dell’università del polo mantovano. Questa battaglia deve essere una battaglia per la città e senza colori; lontani dal voler mettere il cappello su iniziative e documenti ci proponiamo solo quali intermediari tra il mondo studentesco e quello politico, tentando di offrire al primo i mezzi per dare voce alle proprie idee nei luoghi che ci vedono coinvolti, perché questo è il compito di una giovane classe dirigente. Condividiamo le posizioni espresse in questo periodo dagli studenti e ne apprezziamo  i modi . Per la città è fondamentale proseguire il rapporto con l’università di Pavia e riteniamo che debba esserci uno sforzo ulteriore delle parti per  giungere ad un epilogo diverso da quello che ci hanno mostrato oggi i giornali. Il  problema non sembra essere più quello economico e quindi  si deve  lavorare in primis sulle relazioni. Recuperare i rapporti con l’università di Pavia permette non solo di ottemperare agli impegni presi in precedenza dalla fondazione, che aveva deliberato di voler puntare sull’università di Pavia fino al 2019, ma soprattutto consente di poter sperare in un futuro per il polo mantovano. Diversamente la fondazione verrebbe meno allo scopo per la quale è stata creata. Siamo altresì consapevoli che , se in questo momento è fondamentale la risoluzione del problema contingente, per il futuro sarà essenziale ripensare dalle fondamenta l’università a Mantova e le modalità con le quali viene gestita.



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15 maggio 2012

la nostra battaglia contro le mafie e per la legalita anche in provincia

L'impegno di tutti i Giovani Democratici di Mantova ed in particolare di Francesco Rossi, responsabile legalita dei Gd a Mantova, autore del testo e dei consiglieri che hanno portato anche in provincia questa nostra battaglia..
  

http://atti.provincia.mantova.it/jattipubblicazioni/AttiPubblicazioni?servizio=Allegato&idDocumentale=40931


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11 maggio 2012

GIOVANI DEMOCRATICI E L'UNIVERSITA' MANTOVANA: un percorso che continua

           

 

Cortile_del_convento.jpg

unimn.it

Come Giovani Democratici abbiamo sollevato ormai da alcuni mesi, nel dibattito interno al Partito, la questione dell’università di Mantova.La nostra riflessione è partita dall’idea che non si potesse definire un polo universitario come “l’università sotto casa” .Una definizione di questo tipo contrasta con ogni idea di università aperta, in grado di fornire un corso di studi valido e attrattivo per la città e per gli studenti delle zone limitrofe. Troppo spesso invece  l’università mantovana è stata così appellata, anche dalla classe dirigente della nostra città, fornendone nel complesso, un’immagine che non è quella che vorremmo . Consapevoli delle difficoltà economiche che minano il corso dei lavori, abbiamo comunque ritenuto opportuno sederci attorno ad un tavolo con esponenti dei  Partiti politici, membri del CdA della fondazione e professori, al fine di giungere ad un quadro composito della situazione per poterne immaginare un futuro diverso.  Abbiamo riscontrato fin dall’inizio che la posizione dei  professori non sempre coincideva con quella della gestione dell’università. Rifiutiamo di credere che i primi “speculino solo sulle cose celesti” mentre i secondi abbiano l’unico compito di occuparsi dei “segreti di sottoterra” e nella fattispecie della questione economica. Le due prospettive devono procedere intersecandosi , se vogliamo che ne esca un’università di qualità; e non vanno dimenticati gli studenti, coloro che sui banchi stanno costruendo il loro futuro e che forse anche noi, troppe volte, abbiamo dimenticato di interpellare. Dobbiamo allargare il tavolo della nostra discussione e noi ci proponiamo di essere il punto di incontro tra la politica e gli studenti, dei quali accogliamo la richiesta di incontro, per arrivare alla soluzione del problema contingente e , col tempo che sarà necessario, anche ad un’idea condivisa sul futuro del polo mantovano.

Beatrice Benaglia

segretario giovani dem. Mantova

 

lettera pubblicata il 10 Maggio 2012 sulla Gazzetta di Mantova

 


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20 marzo 2012

RELAZIONE CONCLUSIVA DEL SEGRETARIO DAVIDE RAJA

           

RELAZIONE CONGRESSUALE

GIOVANI DEMOCRATICI DI MANTOVA

 

di Davide Raja

 

 

 

 

I Giovani Democratici di Mantova oggi diventano grandi. Oggi e’ un  giorno fondamentale per la crescita della nostra organizzazione. Oggi finisce un triennio ricco e se ne apre un’altro. Nel 2009 un gruppo di ragazzi  mantovani ha cominciato ad incontrarsi per dar vita ad un luogo di discussione politica aperto. Sentivamo infatti forte la necessita’ di poter essere utili alle nostre comunita’. Comune era la fiducia nel nuovo progetto del Partito Demcoratico e nei valori che rappresentava. Putroppo pero’ durante gli anni questi valori sono sempre piu’ stati affossati da chi, molto piu’ in alto di noi, prendeva tangenti o rubava i soldi dei rimborsi elettorali o ancora, magari, questi soldi se li spartiva con chi era ai vertici di partito. Quelle persone  erano e in alcuni casi sono, ancora oggi ai vertici del partito che anche noi rappresentiamo. Non voglio fare qualunquismo, ma mi preme dire che per molti di noi ci sono valori ed ideali sono stati in parte traditi da una classe dirigente incapace di tramutare in realta’ le aspirazioni nate con il Pd. A cio’ purtoppo si deve parte della disaffezione dei giovani alla politica. La politica e’ diventata per molti una cosa sporca, che puzza, che ti etichetta e che sembra avere come dimensione principale quella dell’interesse personale. Non e’ questa pero’ la politica che immaginavamo quando abbiamo dato vita ai Giovani Democratici a Mantova e non e’ questa la politica che abbiamo fatto. Abbiamo seguito altre logiche e altri obiettivi. Abbiamo interpretato l’agire politico diversamente. Abbiamo sempre interpretato la passione politica come servizio per gli altri e non come modo per ottenere favoritismi o scorciatoie. Abbiamo sempre lavorato affinche’ i valori che guidano le nostre riflessioni fossero la vera ragione dell’impegno politico. Non abbiamo mai usato la stampa come luogo principale di discussione perche’ crediamo che vi siano i luoghi deputati alla dialettica interna. Crediamo che ci debba essere un’etica che regola le azioni di chi ha ruoli pubblici.

La storia dei giovani democratici di mantova e’ molto conreta. Da subito abbiamo riflettuto su cosa volevamo essere. Non ci sono stati prestampati su cui innestare la nostra esperienza, ma cio’ che e’ stato creato e’ nato dalla nostra iniziativa e dalla volonta’ di autodeterminarci. Da subito abbiamo sentito avversione verso le forzature, le pressioni e i tentativi dirigisti e abbiamo fortemente voluto la nostra autonomia. Tale autonomia in alcuni casi si e’ pero’ trasformata. Poco infatti si e’ sentita la figura del partito nel sorreggere e consigliare chi la politica non era abituato a farla. L’inizio del nostro percorso e’ stato ricco di soddisfazioni, passione e idealita’, ma sicuramente anche con qualche errore. Nel proseguio dell’avventura pero’ anche la relazione col partito e’ andata intensificandosi portando alla creazione di numerose iniziative insieme e di momenti di confronto importanti.

Gli eventi e le iniziative sono state per noi i momenti in cui poter portare a frutto i ragionamenti sulle tematiche a noi piu’ care. Le manifestazioni, gli incontri, le tavole rotonde, le assemblee sono state i luoghi dove poter palesare il nostro pensiero e le nostre visioni. La tutela dell’ambiente e’ stato per noi un cardine. Sempre ci siamo battuti contro il nucleare e per la difesa del territorio passando per un uso intelligente delle risorse natuali. La manifestazione antinuclearista di Viadana e’ stata quindi il risultato naturale di un percorso durato un anno e mezzo su tutta la provincia. Altro tema a noi caro e’ stata la scuola, con i tanti volantinaggi, gli incontri con studenti, professori e famiglie per capire tutti i punti di vista di una scuola che sempre di piu’ fatica ed essere veramente strumento di uguaglianza reale. La scuola si trova ad un bivio dove da una parte ci sono nuovi modelli didattici da sperimentare per incrementare la possibilita’ per ogni studente di crearsi il proprio futuro autonomamente avendo a disposizione gli strumenti necessari, dall’altra invece ci sono i tagli ed un disegno perverso di progressiva diminuzione della capacita’ di scelta consapevole del proprio futuro. Il rischio e’ una societa’ manipolabile.

Ancora di primo piano e’ stata la riflessione sul precariato e il mondo del lavoro anche qui seguendo il metodo dell’ascolto e dell’approfondimento. Con la Cgil abbiamo lavorato e discusso sul tema del precariato come precarizzazione dell’esistenza, come virus a cui trovare un antidoto, poiche’ c’e una generazione che si sente si’ flessibile, ma non vuole mettere a repentaglio la sicurezza del vivere per un misero stipendio. La flessibilita’ se accompagnata da congrue retribuzione puo’ essere strumento di progresso lavorativo, ma non puo’ piu’ essere il facile escamotage per abbassare il costo del lavoro per l’impresa crando pero’ l’incertezza sulla vita del lavoratore. Il lavoro deve poter essere strumento di realizzazione personale e di creazione di relazioni positive. Noi Giovani Democratici sempre ci batteremo contro un sistema che non da eque condizioni di protezione per tutti i lavoratori.

I diriti quindi sono alla base del nostro immaginare la societa’. Immaginiamo una societa’ aperta in cui le diversita’ siano motivo di arrichimento reciproco. Lo jus soli deve poter essere il nuovo criterio di cittadinaza. Sappiamo e conosciamo le difficolta’ di relazione che spesso ci sono tra persone con storie molto diverse e visioni della vita altrettanto diverse, ma non si puo’ continuare ad alimentare odio e paura. Servono dialogo e regole. Noi gridiamo con forza che iniziative come il sito anti immigrati del leghista Borghezio sono da aborrire e da eliminare e’ questo sentimento di contrapposizione che non permette una quieta convivenza.

I diritti a cui siamo legati sono anche quelli delle coppie di fatto, etero e omosessuali.

Inconcepibile come nella societa’ di oggi una coppia che decide di vivere insieme non goda di alcun diritto, ma risulti come due studenti che semplicemente dormono sotto lo stesso tetto. Sempre ci siamo battuti contro l’omofobia ed ogni sorta di discriminazione dovuta alle scelte sessuali sostenendo le assiciazioni che sul territorio sono sensibili a questo tema.

Infine il tema della legalita’. Qui abbiamo molto lavorato affinche’ aumentasse la consapevolezza dell’esistenza delle mafie anche al Nord e specificatamente nelle nostre terre mantovane. Purtoppo la cronaca ha dimostrato la corretteza delle nostre tesi e la necessita’ di una piu’ profonda riflessione. D’altra parte la legalita’ si declina anche in un agire politico trasparente. Questo e’ stato per noi sempre un valore fondante. La giustizia sociale non puo’ prescindere dalla legalita’.

 

I Giovani Demcoratici di Mantova non solo hanno solo parlato di temi che molto speso non erano dibattuti dalla politica ma ne hanno anche parlato con un lessico nuovo e con diverse modalita’. Flash mob, facebook, corse podistiche, manifestazioni, feste, musica, cucina, arte sono diventati strumenti  per veicolare i nostri messaggi.

Anche il nostro lessico ha voluto essere piu’ vicino al mondo che aspiriamo a rappresentare senza fronzoli, senza parole culto, senza un inutile quanto a volte stucchevole politichese dietro cui si nasconde una pochezza di pensiero. Noi non abbiamo parlato a vanvera o per il gusto di farlo.

Il mondo giovanile che ci circonda e’ purtoppo pero’ in gran parte disilluso. Vuole vedere una politica forte, ricca di valori, onesta, trasparente e interessata al dinamismo della societa’ e non chiusa in anfratti a costruirsi un mondo parallelo spesso distante da cio’ che accade fuori. Questa e’ la ragion d’essere dei giovani democratici. Riuscire ad intercettare questa delusione e trasformarla in forza propulsiva, in volonta’ di cambiamento, in coraggio di sporcarsi le mani e di scegliere. Troppo spesso la nostra generazione si lamenta, anche con forza e determinazione nelle piazze e nei cortei, ma poco si cimenta o si rimbocca le maniche per essere davvero protagonista di una riconquista valoriale. Bisogna compromettersi e fare sapere come la pensiamo nei luoghi dove le decisioni vengono prese, influenzandone i processi e determinando l’agenda politica perche’ solo cosi’ verra’ il nostro tempo.

Il Partito Democratico ha bisogno della nostra presenza, delle nostre energia, della nsotra voglia di cambiamento e dello stimolo che noi possiamo essere. Allo stesso modo anche noi abbiamo bisogno pero’ del Partito Democratico, per crescere ancora ed essere d’aiuto per far in modo che i valori legati al riformismo democratico possano indirizzare la guida della politica italiana.

Fino ad oggi abbiamo creato la nostra identita’ e la nostra fisionomia, creato feste ed iniziative, intereassato e coinvolto tanti giovani mantovani e creato circoli Gd...ora serve qualcosa di diverso. Serve una nuova fase che metta al centro la costruzione di reti come motore di aggregazione e veicolo per far conoscere le nostre idee. Scuola ed universita’ dovranno essere quindi lo l’obiettivo primario. In questi anni sempre siamo stati consapevoli che la comunicazione fosse un elemento imprescindibile per far conoscere la nostra attivita’, ma non sempre abbiamo sfruttato le grandi potenzialita’ dei nuovi media. Questa nuova fase dovra’ saper conciliare la riflessione profonda ed accurata ad una maggiore diffusione e pubblicita’ di cio’ che faremo. Il lavoro che abbiamo fatto e’ stato ricco passione e soddisfazione, molto abbiamo fatto, ma ancora tanto possiamo dare alla politica mantovana. I Giovani Democratici diventeranno sempre di piu’ un soggetto in grado di rappresentare le aspirazioni della nostra generazione da una parte e dall’altra sempre di piu’ saremo in grado di portare tali aspirazioni con le relative problematiche nell’agenda pubblica. Auguro alla nuova assemblea provinciale e al nuovo segretario  di saper interpretare le istanze che la quotidianita’ presentera’ ed allo stesso tempo di saper pianificare un’azione politica con quelle grandi idealita’ che ci contraddistinguono e che fanno nascere in noi la passione politica.

 

 

Il nostro tempo e’ adesso....


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5 marzo 2012

CANDIDATURA BEATRICE BENAGLIA:IL DOCUMENTO

           

Documento programmatico Congresso provinciale Giovani Democratici Mantova

Identità:

Dopo l’ottimo lavoro ,sotto al profilo dei contenuti, che è stato portato avanti in questi anni, ritengo ora di primaria importanza una riflessione attenta sull’identità del gruppo stesso, affinchè le attività che fino ad ora hanno permesso l’amalgamarsi del gruppo e il suo parziale radicamento sul territorio, possano avere un filo conduttore chiaro.

Vedo una Giovanile capace di dare in autonomia la propria lettura della realtà che ci circonda, perché appaltare questo compito a chi  ormai ha indossato gli occhiali dell’esperienza significherebbe fallire nel nostro obiettivo, ma nello stesso tempo strettamente legata al Partito da un rapporto di collaborazione e non di concorrenza. Credo che fondamentale sia però concordare sull’idea che il lavoro della Giovanile debba avere come primi destinatari i ragazzi e debba rispondere alle esigenze degli stessi e non a quelle dei tatticismi o della stampa.

Immagino un gruppo aperto alle realtà che concorrono a formare il panorama delle possibilità nel mondo dei giovani ,e capace di essere inclusivo perché valido e credibile interlocutore. Un gruppo  di persone all’avanguardia, che sappia interpretare la realtà armonizzando esigenze ed aspettative, con modalità e tempi anche diversi da quelli del Partito ma capace di un risultato di egual pregio. Vorrei che riuscissimo a porci come produttori e diffusori di cultura col doppio obiettivo del coinvolgimento di nuovi ragazzi e della formazione della futura classe dirigente. Penso che la Giovanile debba essere uno “strumento” nel senso più nobile ed alto del termine e non un punto di arrivo.

Fondamentale per il raggiungimento dei nostri obiettivi sarà il rapporto con il Partito. Immagino un rapporto complice, perché quando si lavora ad uno stesso progetto due sono le possibilità: mettere ai voti il risultato in modo che ne esca un vincitore e un vinto o condividere le proprie riflessioni, non solo per arricchire l’altro ma soprattutto per rendere il progetto finale più forte. Si deve ragionare in termini collaborativi perché ciò che in primis differenzia i due gruppi non sono le competenze o le tematiche ma il modus operandi, che si deve per definizione adattare ad un pubblico diverso. Penso che il metodo della “rottura tattica” e quello della “conta”, eccessivamente premiali in passato, siano un bel castello di sabbia, ma falliscano, nel lungo termine, nel tenere in considerazione sia le finalità del gruppo stesso che la valutazione del vero merito.

In parziale antitesi con il pensiero dominante non credo nella separazione della Giovanile dal Partito e penso che il ruolo dell’esecutivo lombardo e di quello nazionale debba essere di coordinamento e non di guida, perché si avrebbe un’ ingiustificata replica del Partito. Ritengo altresì  fondamentale per i prossimi anni  l’organizzazione di  tavoli di lavoro con le altre province lombarde, perché consentono un virtuoso scambio di esperienze e modalità di azione, e penso che di questo dovremo farci promotori. Un’attenzione importante meritano anche le esperienze di scambio culturale all’estero che vengono periodicamente organizzate dal Partito e che penso possano essere interessanti oltre che particolarmente formative.

Tematiche:

Condizione fondamentale per lavorare efficacemente sotto il profilo dei contenuti, è inserirsi nell’ottica di un lavoro che non può essere centralizzato e uguale per tutte le realtà, ma deve tenere in considerazione le peculiarità dei territori che formano la nostra Provincia. Prioritario deve essere quindi l’obiettivo di creare gruppi che riescano ad operare in autonomia ma sentendosi in rete. Per una più completa e corretta differenziazione sarà poi indispensabile sia il potenziamento dei circoli territoriali che un’equa rappresentanza dei territori sia  nella futura segreteria che all’interno dell’ assemblea provinciale.

Nel lungo termine ritengo possa essere interessante anche l’organizzazione periodica di tavoli di confronto tra la Giovanile, i giovani amministratori e i giovani segretari di circolo, che in questi anni sono sempre più numerosi.

Insita nell’essenza stessa di Giovanile c’è l’idea di una collaborazione stretta con i ragazzi delle scuole superiori e con gli studenti universitari, a questo proposito è necessario sostenere e promuovere il lavoro del “Corriere degli studenti” , il gruppo di ragazzi delle scuole superiori che mensilmente si ritrova per discutere di attualità e stampa un giornalino che poi in autonomia diffonde nelle scuole. Obiettivo fondamentale per il futuro sarà anche cercare di entrare nell’università mantovana, non solo per allargare i nostri orizzonti ma anche per iniziare un dialogo serio e sincero, con enti e soggetti interessati, a proposito del funzionamento dell’università stessa che a mio parere presenta elementi di forte criticità che non possono essere ignorati. Ritengo che si possa iniziare questo percorso seguendo due strade parallele. La prima deve avere come obiettivo quello di fare un fronte comune con gli studenti su alcune proposte che permetterebbero di rendere Mantova una città più simile alle altre città universitarie, sotto al profilo delle facilitazioni e della mobilità . La seconda deve portarci a conoscere pregi e difetti del polo mantovano anche partendo dall’analisi delle valutazioni della didattica, affidate ai singoli studenti, che deve essere effettuata con scadenze regolari e deve riguardare i singoli insegnamenti

Altro tema essenziale deve continuare ad essere quella della legalità, che per primi abbiamo portato all’attenzione del Partito in tempi non sospetti, e che oggi si rivela purtroppo di grandissima attualità. Abbiamo l’importantissimo compito di contribuire, per quanto ci è possibile,a trasmettere l’idea che fenomeni che una volta sembravano non poterci toccare oggi sono invece all’ordine del giorno e devono essere denunciati,perché parlarne è il primo passo per sconfiggerli.

Dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione sui temi legati al lavoro ,cercando di conciliare le esigenze di un panorama sempre più complesso e difficile con quelle di una vita dignitosa, che permetta alle nuove generazioni di programmare il proprio futuro, avendo cura di mantenere un rapporto virtuoso con le rappresentanze sindacali mantovane che da sempre hanno mostrato grande interesse verso i nostri progetti.

 

Non dobbiamo poi abbassare la guardia  sugli aspetti correlati ai diritti e all’integrazione,perche penso che si debba rifiutare l’idea che lo sviluppo della società si misuri solo in relazione al Pil.La qualità della vita va letta in relazione a molteplici elementi quali le opportunità e le tutele che non possono essere legate al censo, al luogo geografico nel quale si nasce o all’orientamento sessuale.

 Siamo già stati promotori di diverse iniziative specialmente nell’alto mantovano per promuovere un dialogo su queste questioni e dobbiamo continuare ad esserlo,liberandoci dall’idea che siano un  “compitino” obbligato e passeggero ma consapevoli che deve diventare una missione da perseguire con costanza ed impegno.

 Non dobbiamo poi dimenticare l’impegno legato all’ambiente che non deve risolversi in qualche iniziativa volta a cavalcare il cavallo vincente ma deve tenere in considerazione di volta in volta e in modo serio il rapporto tra la tutela ambientale e le opportunità.

Particolare attenzione  dovremo iniziare a dedicare all’aspetto della comunicazione, che lungi dall’essere un elemento secondario, assume oggi un valore fondamentale in ogni campo. E’ necessario studiare un metodo comunicativo efficace perché importante è fare ma anche far sapere, e spesso ci siamo dimostrati deboli e impreparati sotto questo profilo, non riuscendo a far conoscere iniziative di pregio e posizioni decise su temi di rilevante importanza. A questo proposito è indispensabile cominciare ad utilizzare la rete non solo quale vetrina delle nostre iniziative ma come sede di dialogo. Penso inoltre che sarebbe importante per noi, in quanto giovani, prima che iscritti ad un partito, promuovere l’utilizzo in tutti gli ambienti, comprese le scuole,  dei “nuovi” metodi di comunicazione e farci portatori dell’idea che oggi la rete è sicuramente una delle fonti di informazione più importante per i giovani, quindi capirla ed utilizzarla ci permette di entrare in contatto diretto con loro.

Da ultimo dobbiamo porci l’obiettivo di riuscire a gestire uno spazio nostro all’interno di una o più feste estive del Partito, non solo perché questo diventi sede di discussione e di sostentamento economico della Giovanile, ma soprattutto perché i momenti conviviali e di svago svolgono l’importantissima funzione di riuscire a creare gruppo e di farci conoscere dagli altri ragazzi per quello che siamo veramente: un gruppo  “giovane” e “gassoso”, permeato dall’entusiasmo trasparente di chi insegue un sogno, di chi pensa che insieme si possa guardare con un po’più di fiducia al futuro.

 

“ Ancora un’alba sul mondo:

altra luce, un giorno

mai vissuto da nessuno”

(D.M.Turoldo)

Beatrice Benaglia


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27 febbraio 2012

REGOLAMENTO CONGRESSO GD MANTOVA

REGOLAMENTO CONGRESSUALE GIOVANI DEMOCRATICI DI MANTOVA

 

Art. 1 - Il Congresso dei Giovani Democratici di Mantova è convocato domenica 11 marzo 2012 dalle ore 10 alle 17 presso l’Arci Virgilio, in Vicolo Ospitale, Mantova.

Art. 2  - La Platea Congressuale  è costituita da tutti gli iscritti ai Giovani Dermocratici di Mantova, under 30 del Partito Democratico territoriale.

Art. 3 – Contestualmente alle votazioni per il congresso provinciale verrá espletato il diritto di voto anche per il congresso nazionale dei Giovani Democratici il quale si baserá sulle tesi pubblicate sul sito www.giovanidemocratici.net  dall’esecutivo escente e quella alternativa.

Art. 4 – Il Congresso dei Giovani Democratici di Mantova sarà basato sulle mozioni presentate dai candidati alla commissione elettorale entro giovedì 1 Marzo 2012.

Art. 5 - La presentazione di una candidatura e il relativo documento congressuale deve essere sottoscritto da almeno 3 membri dell’assemblea dei Giovani Democratici di Mantova o dal 5% degli iscritti.

Art. 6 – Le mozioni e le liste saranno rese pubbliche tramite il blog dei Giovani Democratici di Mantova (www.giovanidemocraticimantova.ilcannocchiale.it).

Art. 7 – Ogni candidato dovra’ presentare contestualmente alla propria candidatura anche la lista politica che lo sostiene la quale dovrá essere composta da 10 persone le quali andranno a comporre il 50% dell’assemblea provinciale.

Art. 8 – I rappresentanti delle tesi nazionali costituiranno liste regionali da presentarsi entro giovedì 1 Marzo composte da 10 membri i quali andranno a comporre il restante 50% dell’assemblea provinciale e saranno delegati all’assemblea regionale.

Art. 9 – I delegati all'Assemblea regionale e i membri dell’assemblea provinciale vengono attribuiti ai singoli documenti proporzionalmente ai voti assoluti presi nel congresso provinciale e nazionale.

Art. 10 – La Commissione di Garanzia provinciale uscente assume il ruolo di Commissione congressuale.

Art. 11 – Il Congresso provinciale si apre con la votazione della Presidenza e dell’ordine dei lavori.

Art. 12 – Per quanto non espressamente normato dal presente regolamento si rimanda al regolamento nazionale, allo Statuto regionale e nazionale dei Giovani Democratici.


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permalink | inviato da pdgiovanimn il 27/2/2012 alle 12:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 febbraio 2012

LA NOSTRA SENSIBILITA' AMBIETALE

il fiume delicato...

 

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